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Classe 5A Ristorazione
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martedì 5 novembre 2013
sabato 28 settembre 2013
2) Ha bisogno di giocare d’azzardo con quantità crescenti di denaro per raggiungere l’eccitazione desiderata
3) Ha ripetutamente tentato con insuccesso di controllare, ridurre o interrompere il gioco d’azzardo
4) E’ irrequieto o irritabile quando tenta di ridurre o interrompere il gioco d’azzardo
5) Gioca d’azzardo per sfuggire a problemi o per alleviare ad un umore disforico
6) Dopo aver perso denaro al gioco, spesso torna un altro giorno per giocare ancora (“rincorrendo”
le proprie perdite)
7) Mente ai familiari, al terapista o ad altri per nascondere l’entità del proprio coinvolgimento nel gioco
8) Ha commesso azioni illegali per finanziare il gioco d’azzardo
9) Ha messo a repentaglio o ha perso una relazione significativa, il lavoro o opportunità scolastiche
o di carriera per il gioco d’azzardo
10) Fa affidamento sugli altri per reperire denaro o per alleviare una situazione finanziaria disperata
causata dal gioco d’azzardo.
(AAMS SISAL- IL GIOCO D’AZZARDO LE LUDOPATIE Analisi del fenomeno Valutazione degli obiettivi Determinazione degli interventi)
LA DIFFUSIONE DEL GIOCO PATOLOGICO TRA GIOVANI E GIOVANISSIMI
In un periodo di crisi
molti adulti si stanno affidando al gioco d’azzardo, ma in Italia e in Europa
si registra anche un aumento dei giocatori adolescenti. I giovani sono una categoria
a rischio a causa del desiderio di misurarsi con il mondo degli adulti evadendo
dal proprio. Alcune associazioni si stanno muovendo proponendo percorsi che
eliminino la ‘magia’ della vittoria facile
Il gioco d’azzardo è una realtà in forte
espansione. Il periodo di crisi e le prospettive incerte hanno inoltre
aumentato il ricorso a questa attività, contrariamente a quanto si possa
credere. In questi anni il fenomeno ha assunto un aspetto particolare: l’aumento
del gioco patologico tra i giovani. I numeri in Italia (ma non solo) diventano
allarmanti, sebbene l’opinione pubblica ancora non riconosce o non avverte la
portata del fenomeno e le conseguenze di una dipendenza che
si innesca già in giovanissima età.
I numeri del gioco d’azzardo sono
veramente elevati in generale, ma la Polizia Postale segnala un aumento delle scommesse online soprattutto tra i giovanissimi. Questo incremento si
associa spesso a un comportamento
patologico a causa della facilità con cui soggetti
‘meno consapevoli’ delle conseguenze e forse più fragili, cadono in una vera
forma di dipendenza. Il fenomeno non è solo italiano. La media europea dei giocatori giovanissimi è superiore a quella degli
adulti. Mark
Griffiths della Nottingham Trent University attesta che gli adolescenti sono i più colpiti dal
gioco d’azzardo e il loro numero è circa quattro volte superiore a quello degli
adulti.
Perché aumenta il gioco patologico tra i giovani?
In un’Intervista Paolo Bagnare, psicologo e consulente del Tribunale di Milano,
sottolinea come questo problema debba essere considerato un’espressione di disagio.
La vincita facile ha in sé un aspetto magico che fa presa in giovani individui
che ancora non si sono del tutto lasciati alle spalle il pensiero magico infantile. Questa difficoltà (che in atri individui può
manifestarsi in altro modo) innesca però il meccanismo che conduce alla dipendenza. L’adolescenza è un periodo ‘border’ caratterizzato da una forte
fragilità, durante il quale spesso si cerca un appoggio esterno per supplire
alla mancanza di definizione e di forza interiore. Il giovane è anche incline a sfidare il mondo degli
adulti pur non avendo ancora piena consapevolezza delle sue azioni. La Rete è
sicuramente un modo per entrare in contatto con un’attività tipicamente da
adulti e il denaro non è la molla principale. Gli adolescenti apprezzano l’eccitazione del gioco e
la capacità di entrare in un mondo altro dove perdersi e dimenticare tutti i
problemi della quotidianità.
Le azioni contro il gioco patologico dei giovani
Alcune associazioni cominciano a muoversi nella lotta a questa forma di dipendenza, con particolare riguardo alla giovane età che
ovviamente comporta un taglio specifico. A Varese è stato aperto un gruppo
psicologico presso l’Associazione AND, che si rivolge alla fascia d’età compresa tra i 17 e
i 25 anni. Le attività, supervisionate da psicologi professionisti, prevedono momenti di informazione, ma
anche momenti ludici ed esperienziali attraverso
cui spiegare e sfatare la falsa illusione del ‘colpo di fortuna’.
Non solo ludopatia: il 35% dei
giovani che gioca consuma droghe
Gioco d'azzardo e uso
di stupefacenti. E' questo il preoccupante quadro che emerge dall'ultima
Relazione al Parlamento 2013 sulle tossicodipendenze in Italia elaborata dal
Dipartimento politiche antidroga
Redazione24 Luglio 2013
Un binomio pericoloso sta minando un'intera generazione, quella compresa tra i 15 e i 19 anni. Secondo il quadro tracciato dall'ultima Relazione al Parlamento 2013 sull'uso di sostanze stupefacenti e tossicodipendenze in Italia, elaborata dal Dipartimento politiche antidroga (Dpa), il 35,3% degli studenti che gioca ogni giorno o quasi fa anche uso di sostanze stupefacenti.
Un numero spaventoso se si pensa che, per
quanto riguarda il gioco patologico, si stima che nel 2013 circa 1.250.000
studenti delle scuole superiori di secondo grado abbiano partecipato
ad almeno un gioco d'azzardo, con frequenza rilevata di un episodio almeno
una volta negli ultimi 12 mesi.
Inoltre, negli studenti tra i 15-19 anni
con gioco d'azzardo problematico o patologico, su un grande campione
statisticamente rappresentativo di ben 34.483 mila soggetti, si evidenzia che
maggiore è lo stadio del gioco d'azzardo, maggiore è il consumo di droghe.
GIOVANI E GIOCO - Tra i giochi più diffusi tra gli adolescenti:
lotterie istantanee, Gratta e Vinci, Win for life, si attestano tra quelli
giocati annualmente con una percentuale del 26,4%; seguono Lotto e Superenalotto
con il 13,7%.
DROGHE E GIOVANI - L'indagine 2013 sulla popolazione studentesca
(un campione di 34.385 soggetti tra i 15-19 anni) rileva le seguenti
percentuali di consumatori (una o più volte negli ultimi 12 mesi): cannabis
21.43%, (19,4% nel 2012), cocaina 2,01% (1,86% nel 2012), eroina 0,33% (0,32%
nel 2012), stimolanti metamfetamine e/o ecstasy 1,33% (1,12% nel 2012) e
allucinogeni 2,08% (1,72% nel 2012).
Ludopatia: i giovani sempre
più a rischio dipendenza
Nel mirino dei
giovanissimi soprattutto scommesse e lotterie istantanee
Redazionale
Sponsorizzato 4 Dicembre 2012
I dati indicherebbero tra le regioni
maggiormente esposte a questo dipendenza la Campania, tra quelle più virtuose
Friuli, Piemonte, Trentino, Emilia Romagna. Poco confortanti le indagini mirate
condotte sulla Liguria, che raggiungerebbe livelli superiori alla media
nazionale, con il 22 % dei ragazzi che rischia di diventare dipendente dal
gioco d’azzardo, con picchi addirittura del 47% nella fascia d’età tra i 15 e i
18 anni, del 25% tra i 12 e i 14.
Nel mirino dei giovanissimi soprattutto
scommesse e lotterie istantanee, percentuali basse riguardano invece quei
giochi online diffusisi negli ultimi anni, come poker e blackjack, spesso
usufruibili in maniera “sportiva” su siti specializzati, dove è possibile giocare
senza depositare, non incorrendo nel rischio di perdere
soldi veri. Al primo posto è il gratta&vinci, scelto dal 55% dei giocatori,
seguito al 40% dal superenalotto, e al 25 % da slot-maschine e scommesse
sportive.
Che la ludopatia stesse diventando un
problema serio anche in Italia, lo aveva segnalato il ministro Renato Balduzzi, che aveva voluto inserire la patologia nell’elenco
delle “nuove” malattie curabili presso le Asl. Per lo stesso motivo, e nello
stesso decreto, il ministro aveva voluto delle norme per limitare l’accesso dei
giovani alle temute “macchinette”.
Certo il problema riguarda sempre più
italiani, non solo tra i giovani, ma anche tra gli adulti, che si rivolgono ai giochi d’azzardo, al bingo e al
gratta&vinci le donne, alle scommesse sportive e alle slot-machine gli
uomini, non solo per necessità di soldi, ma spesso per supplire a una vita
priva di emozioni. Non casualmente la malattia colpisce sempre più pensionati,
e, tra le donne, le casalinghe rimaste sole dopo la partenza dei figli
(sindrome dal nido vuoto).
Allarme ludopatia tra bambini e adolescenti
Tra
gli adolescenti il 12% gioca online e il 25% sente “frequente esigenza” di
farlo
di red - 16 gennaio 2013 13:02fonte ilVelino/AGV NEWSRoma
Il presidente di
S.O.S Telefono Azzurro Onlus, Ernesto Caffo, e il presidente Eurispes, Gian
Maria Fara, presentano a Roma l’Indagine Conoscitiva sulla Condizione
dell’Infanzia e dell’Adolescenza in Italia 2012. Giunta alla 13esima edizione,
l’Indagine fornisce una fotografia degli atteggiamenti, idee e comportamenti
dei bambini e degli adolescenti, individuando le trasformazioni avvenute
nell’ultimo anno e cogliendo i più recenti trend che riguardano i giovani
italiani. In particolare, lo studio si è focalizzato su media e nuove
tecnologie, scuola, comportamenti a rischio. Di particolare interesse tra i fenomeni
affrontati, il sexting, la violenza all’interno delle giovani coppie, le fughe
da casa, il gioco d’azzardo online, l’impatto della crisi economica.
UN BAMBINO SU
QUATTRO IN ITALIA GIOCA A SOLDI NON ONLINE - L’82,9% dei bambini cui è stato
sottoposto il questionario – il campione è di 1.100 bambini tra 7 e 11 anni -
dichiara di non aver “mai” giocato online a soldi, ma la percentuale scende al
74,1% per il gioco a soldi non online: un bambino su quattro risulta dunque
coinvolto “all’interno di un fenomeno la cui portata e rilevanza non devono
essere assolutamente sottovalutate” spiega la ricerca. Gioca spesso a soldi
online l’1,4% dei bambini del campione, lo fa qualche volta il 3% e raramente
il 3,6%. I giochi che prevedono denaro non online fanno registrare percentuali
maggiori (5,1% spesso, 3,8% qualche volta e 6,4% raramente). Riguardo al gioco
d’azzardo non online, al Sud (con il 7%) si colloca la più alta percentuale di
bambini che dichiara di giocare “spesso” (rispetto al 2,6% di quelli del Centro).
I bambini che risiedono nel Nord-Est sono quelli che più frequentemente
affermano di giocare “qualche volta” non online a soldi (nel 6,1% dei casi).
Interessante anche il dato relativo alle due diverse classi di età prese in
considerazione (dai 7 ai 9 e dai 10 agli 11), dove coloro che non hanno “mai”
giocato a soldi non online scende dal 77,5% dei più piccoli al 71% dei più
grandi.
Per quanto
riguarda il gioco d’azzardo online, i bambini che dichiarano di non giocare
“mai” a soldi sono più numerosi al Sud (86,1%) che al Nord-Est (79%). Per
quanto riguarda invece il luogo in cui si gioca più frequentemente, dopo
Internet (41%) viene la sala giochi (13,8%): dall’incrocio dei dati in base al
genere risulta chiaramente che essa viene frequentata molto di più dai maschi
(17,3%) che dalle femmine (9,7%). Il gioco prediletto dai bambini è il Gratta e
Vinci, cui dichiara di aver giocato il 33,7%, mentre l’11,4% e l’11,1% ha
invece giocato rispettivamente alle Lotterie ed al Bingo. Meritevoli di
menzione sono i dati relativi alle diverse aree geografiche di provenienza del
campione analizzato, che denotano da un lato un’estrema eterogeneità del
fenomeno, dall’altro una maggiore propensione al gioco da parte dei bambini del
Nord-Est rispetto a quelli delle altre zone del Paese. Nel caso del Gratta e
vinci, ad esempio, ben il 44,1% dei bambini del Nord-Est dichiara di avervi
giocato (rispetto al 13,2% delle Isole), così come il 22% ammette di aver
giocato al Bingo (rispetto al 2,6% delle Isole) ed il 16,6% al Videopoker
(rispetto al 2,6% delle Isole).
Per quanto
riguarda il Videopoker e le Slot machines, che sono senza dubbio i giochi
d’azzardo che destano la maggior preoccupazione, le percentuali di bambini che
dichiarano di aver giocato a questi due pericolosi giochi d’azzardo non sono
affatto trascurabili (rispettivamente il 7,8% ed il 6,9%), tanto più se si
considera che, ammette di non avervi mai giocato, ma che tuttavia vorrebbe
farlo, un numero quasi doppio di bambini (rispettivamente il 13,3% ed il
13,5%). Interrogati sui motivi che li hanno spinti a giocare d’azzardo, i
bambini hanno fornito le seguenti risposte: il 18,9% lo ha fatto per puro
divertimento, l’11,1% per l’emozione che suscita il gioco o perché lo ha visto
fare ad amici e/o parenti, mentre il 9% sostiene di averlo fatto per vincere
soldi e/o premi. Tra questi ultimi prevalgono i maschi: l’11,7% rispetto al
5,8%, mentre le bambine si sentono spinte a giocare dalla voglia di emulare
comportamenti di familiari e/o amici (il 14,9% rispetto al 7,8%). Da non
sottovalutare nelle motivazioni anche quelle di chi si è avvicinato al gioco
dopo aver sentito una pubblicità (6,6%) o per combattere la noia (5,7%) oppure
ancora per non dover pensare ai propri problemi (2,1%). Il 69,4% dei bambini ha
dichiarato di non conoscere nessuno che gioca d’azzardo (anche online) sebbene
il 21% di loro ha vicino qualcuno che gioca; la prima categoria di persone che
sono loro invece note in quanto giocatori è quella degli “amici” (7,1%),
seguita da quella degli “altri” soggetti (4,6%), poi dai “padri” (4%) e da
nonni e zii (2,6%).
12% ADOLESCENTI
GIOCA A SOLDI ONLINE - Il 27% dei ragazzi tra i 12 e i 18 anni gioca a soldi.
La ricerca condotta su un campione di 1.523 ragazzi di età compresa tra i 12 ed
i 18 anni evidenzia come tra le due modalità possibili di gioco a soldi il
canale online coinvolge il 12% dei ragazzi (il 2,5% gioca spesso, il 3,4%
qualche volta, il 6,1% raramente). Un notevole incremento si ha nella modalità
non online con il 27% (il 4,6% gioca spesso, il 10,4% qualche volta, il 12,%
raramente). L’universo maschile è maggiormente a rischio. Non giocano “mai”
online a soldi l’80,6% dei maschi rispetto al 93,5% delle femmine; a
sottolineare che si tratti di un’abitudine prevalentemente maschile è infine il
dato che evidenzia come non giochino mai a soldi in modalità non online solo il
60,1% dei maschi (inoltre va notato che il 7,6% vi gioca spesso e il 15,1% lo
fa qualche volta) a fronte dell’82,7% delle femmine. Internet raccoglie il
39,9% delle preferenze, a conferma di come sia il luogo in cui i giovani sanno
destreggiarsi meglio, seguito da sale giochi (17,8%) e tabacchi (14,4%). Non
superano la soglia del 10% le edicole, il Bingo e i bar/ristorante. I 12-15enni
optano per l’online (il 44% rispetto al 35,8% dei 16-18enni) e le edicole (il
6,5% vs il 2,7% dei 16-18enni); i tabacchi sono invece più frequentati da
16-18enni (il 18,7% vs il 10,9% dei 12-15enni), così come il bar/ristorante,
preferito dal doppio dei ragazzi più grandi.
L’ambito delle
scommesse sportive è quello che stimola i ragazzi a giocare più spesso per
soldi online, interessando un intervistato su cinque (il 20,2%); tale dato
diventa ancora più pregnante se sommato all’occorrenza qualche volta (13,3%) e
raramente (11,1%), toccando così il 44,6%, ovvero sfiorando la
percentuale di coloro che dichiarano di non averci mai giocato (il 46,4%).
Situazione analoga per il mondo del “Gratta e vinci”, con il 49,6% che dichiara
di avervi giocato (spesso l’8,2%, qualche volta il 19,1%, raramente il 22,3%),
superando in questo caso la percentuale di coloro che rispondono “mai”, il
41,6%. Gettonato anche il Poker, al quale i ragazzi hanno giocato nel 32,3% dei
casi (spesso 11,7%, qualche volta 9,5% e raramente 11,1%). Seguono con il 29,7%
Totocalcio, Tris e Ippica (spesso 11,9%, qualche volta 7,7% e raramente 10,1%);
con il 27,6% gli skill games (spesso 7,4%, qualche volta 6,9% e raramente
13,3%); con il 25,4% le Lotterie (spesso 5,3%, qualche volta 5,8% e raramente
14,3%); con il 21,5% le Slot machine (spesso 5,3%, qualche volta 6,6% e
raramente 9,3%).
Il 31,6% gioca
“per puro divertimento” e il 23,9%, è spinto a giocare dalla possibilità di
vincere premi o denaro; seguono l’aver sentito la pubblicità (il 10,1%),
l’emulazione di amici o parenti (l’8,2%). In molti non hanno saputo o hanno
preferito non rispondere (12,8%). Uno degli episodi più frequenti tra i ragazzi
è quello di perdere molti soldi giocando: capita infatti al 24,9% (spesso al
3,7%, qualche volta al 5,8%, raramente al 15,4%). Sente di frequente l’esigenza
di giocare il 25,2% (spesso al 5%, qualche volta all’8%, raramente al 12%),
sintomo di un’allarmante tensione compulsiva nei confronti del gioco d’azzardo
da parte degli adolescenti. Il 16,4% dei ragazzi tende a giocare tutti i soldi
che ha a disposizione (spesso il 4%, qualche volta il 4,5%, raramente il 7,9%);
il 15,1% ha l’abitudine di sottrarre soldi in casa o dove capita (lo fa spesso
2,9%, qualche volta il 5%, raramente il 7,2%). Infine, la pratica di chiedere
soldi in prestito ad amici o parenti è perseguita dal 13,7% dei giovani (il
3,4% lo fa spesso, il 3,7% qualche volta e il 6,6% raramente).
domenica 22 settembre 2013
Uno Spot contro le Slot
. Posted in Salute
Questo è il video promozionale dei Sindaci anti ludopatia. Nell'attenderci qualcosa di più dai Sindaci sul fronte della lotta alla dipendenza da gioco facilitata da una legge superficiale riteniamo comunque utile la sua diffusione.
LUDOPATIA
. Posted in Salute
L’enorme incremento dell’offerta di gioco d’azzardo unito alla pressante pubblicità ed alla crisi economica favorisce un incremento di situazioni patologiche che non sempre trovano una risposta adeguata sul piano legale e sanitario presso le strutture ASL.
Aumentano dunque i consumatori affetti da patologia da gioco d’azzardo o Ludopatia concausati dall'accesso indiscriminato alle numerose e paradossali forme di gioco d'azzardo "legalizzato" che comporta incremento della spesa sanitaria (come risulta anche dal servizio delle Iene) .
A questa degenerazione del fenomeno concausa del sovraindebitamento delle famiglie Avvocati dei Consumatori collabora da anni con le ASL più sensibili per offrire risposte concrete.
Tali iniziative di sensibilizzazione in coerenza con il Piano Socio Sanitario, il G.A.P. nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) e le linee guida del NIDA puntano al coinvolgimento e coordinamento delle strutture sanitarie operanti sul territorio, la collaborazione degli enti locali, mass media, associazioni volontariato e dei consumatori per identificare il fenomeno e prevenirlo intervenendo sui giovani e soggetti a rischio.
Per info:
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