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sabato 28 settembre 2013


Identikit del giocatore patologico

1) E’ eccessivamente assorbito dal gioco d’azzardo
2) Ha bisogno di giocare d’azzardo con quantità crescenti di denaro per raggiungere l’eccitazione desiderata
3) Ha ripetutamente tentato con insuccesso di controllare, ridurre o interrompere il gioco d’azzardo
4) E’ irrequieto o irritabile quando tenta di ridurre o interrompere il gioco d’azzardo
5) Gioca d’azzardo per sfuggire a problemi o per alleviare ad un umore disforico
6) Dopo aver perso denaro al gioco, spesso torna un altro giorno per giocare ancora (“rincorrendo”
le proprie perdite)
7) Mente ai familiari, al terapista o ad altri per nascondere l’entità del proprio coinvolgimento nel gioco
8) Ha commesso azioni illegali per finanziare il gioco d’azzardo
9) Ha messo a repentaglio o ha perso una relazione significativa, il lavoro o opportunità scolastiche
o di carriera per il gioco d’azzardo
10) Fa affidamento sugli altri per reperire denaro o per alleviare una situazione finanziaria disperata
causata dal gioco d’azzardo.
(AAMS SISAL- IL GIOCO D’AZZARDO LE LUDOPATIE Analisi del fenomeno Valutazione degli obiettivi Determinazione degli interventi)

LA DIFFUSIONE DEL GIOCO PATOLOGICO TRA GIOVANI E GIOVANISSIMI
In un periodo di crisi molti adulti si stanno affidando al gioco d’azzardo, ma in Italia e in Europa si registra anche un aumento dei giocatori adolescenti. I giovani sono una categoria a rischio a causa del desiderio di misurarsi con il mondo degli adulti evadendo dal proprio. Alcune associazioni si stanno muovendo proponendo percorsi che eliminino la ‘magia’ della vittoria facile
Il gioco d’azzardo è una realtà in forte espansione. Il periodo di crisi e le prospettive incerte hanno inoltre aumentato il ricorso a questa attività, contrariamente a quanto si possa credere. In questi anni il fenomeno ha assunto un aspetto particolare: l’aumento del gioco patologico tra i giovani. I numeri in Italia (ma non solo) diventano allarmanti, sebbene l’opinione pubblica ancora non riconosce o non avverte la portata del fenomeno e le conseguenze di una dipendenza che si innesca già in giovanissima età.

I numeri del gioco patologico tra i giovani
I numeri del gioco d’azzardo sono veramente elevati in generale, ma la Polizia Postale segnala un aumento delle scommesse online soprattutto tra i giovanissimi. Questo incremento si associa spesso a un comportamento patologico a causa della facilità con cui soggetti ‘meno consapevoli’ delle conseguenze e forse più fragili, cadono in una vera forma di dipendenza. Il fenomeno non è solo italiano. La media europea dei giocatori giovanissimi è superiore a quella degli adulti. Mark Griffiths della Nottingham Trent University attesta che gli adolescenti sono i più colpiti dal gioco d’azzardo e il loro numero è circa quattro volte superiore a quello degli adulti.

Perché aumenta il gioco patologico tra i giovani?
In un’Intervista Paolo Bagnare, psicologo e consulente del Tribunale di Milano, sottolinea come questo problema debba essere considerato un’espressione di disagio. La vincita facile ha in sé un aspetto magico che fa presa in giovani individui che ancora non si sono del tutto lasciati alle spalle il pensiero magico infantile. Questa difficoltà (che in atri individui può manifestarsi in altro modo) innesca però il meccanismo che conduce alla dipendenza. L’adolescenza è un periodo ‘border’ caratterizzato da una forte fragilità, durante il quale spesso si cerca un appoggio esterno per supplire alla mancanza di definizione e di forza interiore. Il giovane è anche incline a sfidare il mondo degli adulti pur non avendo ancora piena consapevolezza delle sue azioni. La Rete è sicuramente un modo per entrare in contatto con un’attività tipicamente da adulti e il denaro non è la molla principale. Gli adolescenti apprezzano l’eccitazione del gioco e la capacità di entrare in un mondo altro dove perdersi e dimenticare tutti i problemi della quotidianità. 

Le azioni contro il gioco patologico dei giovani
Alcune associazioni cominciano a muoversi nella lotta a questa forma di dipendenza, con particolare riguardo alla giovane età che ovviamente comporta un taglio specifico. A Varese è stato aperto un gruppo psicologico presso l’Associazione AND, che si rivolge alla fascia d’età compresa tra i 17 e i 25 anni. Le attività, supervisionate da psicologi professionisti, prevedono momenti di informazione, ma anche momenti ludici ed esperienziali attraverso cui spiegare e sfatare la falsa illusione del ‘colpo di fortuna’.

Non solo ludopatia: il 35% dei giovani che gioca consuma droghe
Gioco d'azzardo e uso di stupefacenti. E' questo il preoccupante quadro che emerge dall'ultima Relazione al Parlamento 2013 sulle tossicodipendenze in Italia elaborata dal Dipartimento politiche antidroga
Redazione24 Luglio 2013


Un binomio pericoloso sta minando un'intera generazione, quella compresa tra i 15 e i 19 anni. Secondo il quadro tracciato dall'ultima Relazione al Parlamento 2013 sull'uso di sostanze stupefacenti e tossicodipendenze in Italia, elaborata dal Dipartimento politiche antidroga (Dpa), il 35,3% degli studenti che gioca ogni giorno o quasi fa anche uso di sostanze stupefacenti.
Un numero spaventoso se si pensa che, per quanto riguarda il gioco patologico, si stima che nel 2013 circa 1.250.000 studenti delle scuole superiori di secondo grado abbiano partecipato ad almeno un gioco d'azzardo, con frequenza rilevata di un episodio almeno una volta negli ultimi 12 mesi.
Inoltre, negli studenti tra i 15-19 anni con gioco d'azzardo problematico o patologico, su un grande campione statisticamente rappresentativo di ben 34.483 mila soggetti, si evidenzia che maggiore è lo stadio del gioco d'azzardo, maggiore è il consumo di droghe.
GIOVANI E GIOCO - Tra i giochi più diffusi tra gli adolescenti: lotterie istantanee, Gratta e Vinci, Win for life, si attestano tra quelli giocati annualmente con una percentuale del 26,4%; seguono Lotto e Superenalotto con il 13,7%.
DROGHE E GIOVANI - L'indagine 2013 sulla popolazione studentesca (un campione di 34.385 soggetti tra i 15-19 anni) rileva le seguenti percentuali di consumatori (una o più volte negli ultimi 12 mesi): cannabis 21.43%, (19,4% nel 2012), cocaina 2,01% (1,86% nel 2012), eroina 0,33% (0,32% nel 2012), stimolanti metamfetamine e/o ecstasy 1,33% (1,12% nel 2012) e allucinogeni 2,08% (1,72% nel 2012).
Ludopatia: i giovani sempre più a rischio dipendenza
Nel mirino dei giovanissimi soprattutto scommesse e lotterie istantanee
Redazionale Sponsorizzato 4 Dicembre 2012

Secondo una statistica fornita dalla Società italiana di Alcologia i giovani italiani sarebbero tra i più colpiti dalla Ludopatia, nota anche come Gap (Gioco d’azzardo patologico). È attestata, infatti, al 20% la media nazionale dei ragazzi a rischio; il 39% è la quota di coloro che dichiara di aver giocato almeno una volta nella fascia d’età tra i 15 e i 18 anni; il 22% tra i 12 e i 14. 
I dati indicherebbero tra le regioni maggiormente esposte a questo dipendenza la Campania, tra quelle più virtuose Friuli, Piemonte, Trentino, Emilia Romagna. Poco confortanti le indagini mirate condotte sulla Liguria, che raggiungerebbe livelli superiori alla media nazionale, con il 22 % dei ragazzi che rischia di diventare dipendente dal gioco d’azzardo, con picchi addirittura del 47% nella fascia d’età tra i 15 e i 18 anni, del 25% tra i 12 e i 14.

Nel mirino dei giovanissimi soprattutto scommesse e lotterie istantanee, percentuali basse riguardano invece quei giochi online diffusisi negli ultimi anni, come poker e blackjack, spesso usufruibili in maniera “sportiva” su siti specializzati, dove è possibile giocare senza depositare, non incorrendo nel rischio di perdere soldi veri. Al primo posto è il gratta&vinci, scelto dal 55% dei giocatori, seguito al 40% dal superenalotto, e al 25 % da slot-maschine e scommesse sportive.

Che la ludopatia stesse diventando un problema serio anche in Italia, lo aveva segnalato il ministro Renato Balduzzi, che aveva voluto inserire la patologia nell’elenco delle “nuove” malattie curabili presso le Asl. Per lo stesso motivo, e nello stesso decreto, il ministro aveva voluto delle norme per limitare l’accesso dei giovani alle temute “macchinette”.

Certo il problema riguarda sempre più italiani, non solo tra i giovani, ma anche tra gli adulti, che si rivolgono ai giochi d’azzardo, al bingo e al gratta&vinci le donne, alle scommesse sportive e alle slot-machine gli uomini, non solo per necessità di soldi, ma spesso per supplire a una vita priva di emozioni. Non casualmente la malattia colpisce sempre più pensionati, e, tra le donne, le casalinghe rimaste sole dopo la partenza dei figli (sindrome dal nido vuoto).




Allarme ludopatia tra bambini e adolescenti

Tra gli adolescenti il 12% gioca online e il 25% sente “frequente esigenza” di farlo

  - 16 gennaio 2013 13:02fonte ilVelino/AGV NEWSRoma
Il presidente di S.O.S Telefono Azzurro Onlus, Ernesto Caffo, e il presidente Eurispes, Gian Maria Fara, presentano a Roma l’Indagine Conoscitiva sulla Condizione dell’Infanzia e dell’Adolescenza in Italia 2012. Giunta alla 13esima edizione, l’Indagine fornisce una fotografia degli atteggiamenti, idee e comportamenti dei bambini e degli adolescenti, individuando le trasformazioni avvenute nell’ultimo anno e cogliendo i più recenti trend che riguardano i giovani italiani. In particolare, lo studio si è focalizzato su media e nuove tecnologie, scuola, comportamenti a rischio. Di particolare interesse tra i fenomeni affrontati, il sexting, la violenza all’interno delle giovani coppie, le fughe da casa, il gioco d’azzardo online, l’impatto della crisi economica.

UN BAMBINO SU QUATTRO IN ITALIA GIOCA A SOLDI NON ONLINE - L’82,9% dei bambini cui è stato sottoposto il questionario – il campione è di 1.100 bambini tra 7 e 11 anni - dichiara di non aver “mai” giocato online a soldi, ma la percentuale scende al 74,1% per il gioco a soldi non online: un bambino su quattro risulta dunque coinvolto “all’interno di un fenomeno la cui portata e rilevanza non devono essere assolutamente sottovalutate” spiega la ricerca. Gioca spesso a soldi online l’1,4% dei bambini del campione, lo fa qualche volta il 3% e raramente il 3,6%. I giochi che prevedono denaro non online fanno registrare percentuali maggiori (5,1% spesso, 3,8% qualche volta e 6,4% raramente). Riguardo al gioco d’azzardo non online, al Sud (con il 7%) si colloca la più alta percentuale di bambini che dichiara di giocare “spesso” (rispetto al 2,6% di quelli del Centro). I bambini che risiedono nel Nord-Est sono quelli che più frequentemente affermano di giocare “qualche volta” non online a soldi (nel 6,1% dei casi). Interessante anche il dato relativo alle due diverse classi di età prese in considerazione (dai 7 ai 9 e dai 10 agli 11), dove coloro che non hanno “mai” giocato a soldi non online scende dal 77,5% dei più piccoli al 71% dei più grandi.
Per quanto riguarda il gioco d’azzardo online, i bambini che dichiarano di non giocare “mai” a soldi sono più numerosi al Sud (86,1%) che al Nord-Est (79%). Per quanto riguarda invece il luogo in cui si gioca più frequentemente, dopo Internet (41%) viene la sala giochi (13,8%): dall’incrocio dei dati in base al genere risulta chiaramente che essa viene frequentata molto di più dai maschi (17,3%) che dalle femmine (9,7%). Il gioco prediletto dai bambini è il Gratta e Vinci, cui dichiara di aver giocato il 33,7%, mentre l’11,4% e l’11,1% ha invece giocato rispettivamente alle Lotterie ed al Bingo. Meritevoli di menzione sono i dati relativi alle diverse aree geografiche di provenienza del campione analizzato, che denotano da un lato un’estrema eterogeneità del fenomeno, dall’altro una maggiore propensione al gioco da parte dei bambini del Nord-Est rispetto a quelli delle altre zone del Paese. Nel caso del Gratta e vinci, ad esempio, ben il 44,1% dei bambini del Nord-Est dichiara di avervi giocato (rispetto al 13,2% delle Isole), così come il 22% ammette di aver giocato al Bingo (rispetto al 2,6% delle Isole) ed il 16,6% al Videopoker (rispetto al 2,6% delle Isole).
Per quanto riguarda il Videopoker e le Slot machines, che sono senza dubbio i giochi d’azzardo che destano la maggior preoccupazione, le percentuali di bambini che dichiarano di aver giocato a questi due pericolosi giochi d’azzardo non sono affatto trascurabili (rispettivamente il 7,8% ed il 6,9%), tanto più se si considera che, ammette di non avervi mai giocato, ma che tuttavia vorrebbe farlo, un numero quasi doppio di bambini (rispettivamente il 13,3% ed il 13,5%). Interrogati sui motivi che li hanno spinti a giocare d’azzardo, i bambini hanno fornito le seguenti risposte: il 18,9% lo ha fatto per puro divertimento, l’11,1% per l’emozione che suscita il gioco o perché lo ha visto fare ad amici e/o parenti, mentre il 9% sostiene di averlo fatto per vincere soldi e/o premi. Tra questi ultimi prevalgono i maschi: l’11,7% rispetto al 5,8%, mentre le bambine si sentono spinte a giocare dalla voglia di emulare comportamenti di familiari e/o amici (il 14,9% rispetto al 7,8%). Da non sottovalutare nelle motivazioni anche quelle di chi si è avvicinato al gioco dopo aver sentito una pubblicità (6,6%) o per combattere la noia (5,7%) oppure ancora per non dover pensare ai propri problemi (2,1%). Il 69,4% dei bambini ha dichiarato di non conoscere nessuno che gioca d’azzardo (anche online) sebbene il 21% di loro ha vicino qualcuno che gioca; la prima categoria di persone che sono loro invece note in quanto giocatori è quella degli “amici” (7,1%), seguita da quella degli “altri” soggetti (4,6%), poi dai “padri” (4%) e da nonni e zii (2,6%).

12% ADOLESCENTI GIOCA A SOLDI ONLINE - Il 27% dei ragazzi tra i 12 e i 18 anni gioca a soldi. La ricerca condotta su un campione di 1.523 ragazzi di età compresa tra i 12 ed i 18 anni evidenzia come tra le due modalità possibili di gioco a soldi il canale online coinvolge il 12% dei ragazzi (il 2,5% gioca spesso, il 3,4% qualche volta, il 6,1% raramente). Un notevole incremento si ha nella modalità non online con il 27% (il 4,6% gioca spesso, il 10,4% qualche volta, il 12,% raramente). L’universo maschile è maggiormente a rischio. Non giocano “mai” online a soldi l’80,6% dei maschi rispetto al 93,5% delle femmine; a sottolineare che si tratti di un’abitudine prevalentemente maschile è infine il dato che evidenzia come non giochino mai a soldi in modalità non online solo il 60,1% dei maschi (inoltre va notato che il 7,6% vi gioca spesso e il 15,1% lo fa qualche volta) a fronte dell’82,7% delle femmine. Internet raccoglie il 39,9% delle preferenze, a conferma di come sia il luogo in cui i giovani sanno destreggiarsi meglio, seguito da sale giochi (17,8%) e tabacchi (14,4%). Non superano la soglia del 10% le edicole, il Bingo e i bar/ristorante. I 12-15enni optano per l’online (il 44% rispetto al 35,8% dei 16-18enni) e le edicole (il 6,5% vs il 2,7% dei 16-18enni); i tabacchi sono invece più frequentati da 16-18enni (il 18,7% vs il 10,9% dei 12-15enni), così come il bar/ristorante, preferito dal doppio dei ragazzi più grandi.
L’ambito delle scommesse sportive è quello che stimola i ragazzi a giocare più spesso per soldi online, interessando un intervistato su cinque (il 20,2%); tale dato diventa ancora più pregnante se sommato all’occorrenza qualche volta (13,3%) e raramente (11,1%), toccando così il  44,6%, ovvero sfiorando la percentuale di coloro che dichiarano di non averci mai giocato (il 46,4%). Situazione analoga per il mondo del “Gratta e vinci”, con il 49,6% che dichiara di avervi giocato (spesso l’8,2%, qualche volta il 19,1%, raramente il 22,3%), superando in questo caso la percentuale di coloro che rispondono “mai”, il 41,6%. Gettonato anche il Poker, al quale i ragazzi hanno giocato nel 32,3% dei casi (spesso 11,7%, qualche volta 9,5% e raramente 11,1%). Seguono con il 29,7% Totocalcio, Tris e Ippica (spesso 11,9%, qualche volta 7,7% e raramente 10,1%); con il 27,6% gli skill games (spesso 7,4%, qualche volta 6,9% e raramente 13,3%); con il 25,4% le Lotterie (spesso 5,3%, qualche volta 5,8% e raramente 14,3%); con il 21,5% le Slot machine (spesso 5,3%, qualche volta 6,6% e raramente 9,3%).
Il 31,6% gioca “per puro divertimento” e il 23,9%, è spinto a giocare dalla possibilità di vincere premi o denaro; seguono l’aver sentito la pubblicità (il 10,1%), l’emulazione di amici o parenti (l’8,2%). In molti non hanno saputo o hanno preferito non rispondere (12,8%). Uno degli episodi più frequenti tra i ragazzi è quello di perdere molti soldi giocando: capita infatti al 24,9% (spesso al 3,7%, qualche volta al 5,8%, raramente al 15,4%). Sente di frequente l’esigenza di giocare il 25,2% (spesso al 5%, qualche volta all’8%, raramente al 12%), sintomo di un’allarmante tensione compulsiva nei confronti del gioco d’azzardo da parte degli adolescenti. Il 16,4% dei ragazzi tende a giocare tutti i soldi che ha a disposizione (spesso il 4%, qualche volta il 4,5%, raramente il 7,9%); il 15,1% ha l’abitudine di sottrarre soldi in casa o dove capita (lo fa spesso 2,9%, qualche volta il 5%, raramente il 7,2%). Infine, la pratica di chiedere soldi in prestito ad amici o parenti è perseguita dal 13,7% dei giovani (il 3,4% lo fa spesso, il 3,7% qualche volta e il 6,6% raramente).


domenica 22 settembre 2013

Uno Spot contro le Slot

. Posted in Salute
 
Questo è il video promozionale dei Sindaci anti ludopatia. Nell'attenderci qualcosa di più dai Sindaci sul fronte della lotta alla dipendenza da gioco facilitata da una legge superficiale riteniamo comunque utile la sua diffusione.




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LUDOPATIA

. Posted in Salute

L’enorme incremento dell’offerta di gioco d’azzardo unito alla pressante pubblicità ed alla crisi economica favorisce un incremento di situazioni patologiche che non sempre trovano una risposta adeguata sul piano legale e sanitario presso le strutture ASL. 
Aumentano dunque i consumatori affetti da patologia da gioco d’azzardo o Ludopatia concausati dall'accesso indiscriminato alle numerose e paradossali forme di gioco d'azzardo "legalizzato" che comporta incremento della spesa sanitaria (come risulta anche dal servizio delle Iene) .
A questa degenerazione del fenomeno concausa del sovraindebitamento delle famiglie Avvocati dei Consumatori collabora da anni con le ASL più sensibili per offrire risposte concrete.
Tali iniziative di sensibilizzazione in coerenza con il Piano Socio Sanitario, il G.A.P. nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) e le linee guida del NIDA puntano al coinvolgimento e coordinamento delle strutture sanitarie operanti sul territorio, la collaborazione degli enti locali, mass media, associazioni volontariato e dei consumatori per identificare il fenomeno e prevenirlo intervenendo sui giovani e soggetti a rischio.
Per info:
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Forse ci sono riuscita!